La Procura europea (EPPO) ha avviato un procedimento penale sull’assegnazione di sussidi dell’Unione europea alle società del gruppo Agrofert, il conglomerato industriale strettamente legato al primo ministro ceco Andrej Babiš, come riportato da update-eu.

L’inchiesta trae origine da una denuncia presentata lo scorso febbraio dal partito di opposizione dei Pirati, che accusa il premier di trovarsi in un persistente conflitto di interessi a causa dei suoi legami con il proprio impero imprenditoriale. L’indagine rappresenta un’importante escalation in una controversia che da anni alimenta il dibattito sulla separazione tra potere politico e interessi economici privati nella Repubblica Ceca.

I procuratori europei stanno esaminando non solo l’erogazione dei finanziamenti, ma anche il ruolo di politici e funzionari pubblici che potrebbero aver favorito il proseguimento dei pagamenti a favore di Agrofert. Un aspetto centrale dell’indagine riguarda la presunta riluttanza delle autorità ceche a recuperare i fondi già versati al gruppo.

Secondo quanto riferito, dopo aver esaminato approfonditamente la documentazione disponibile, l’EPPO ha chiesto la collaborazione della polizia ceca. Il 24 maggio la procuratrice europea Daniela Bártíková ha formalmente aperto il procedimento, affidando il fascicolo al Centro nazionale contro la criminalità organizzata. L’apertura dell’indagine non implica responsabilità penali né garantisce che verranno formulate accuse, ma testimonia la serietà delle preoccupazioni riguardo a un possibile danno agli interessi finanziari dell’Unione europea.

Babiš, miliardario e leader del partito populista ANO, è da tempo accusato di trovarsi in una posizione di conflitto di interessi per via dell’estensione delle sue attività imprenditoriali durante l’esercizio di incarichi pubblici. È primo ministro della Repubblica Ceca dal dicembre 2025, dopo aver già guidato il governo tra il 2017 e il 2021; in precedenza era stato ministro delle Finanze e vice primo ministro dal 2014 al 2017.

Il suo impero economico comprende aziende attive nei settori dell’agricoltura, della chimica, dell’industria alimentare e in numerosi altri comparti, con Agrofert quale società di punta. Il gruppo beneficia ogni anno di consistenti sussidi agricoli europei, per un valore di decine di milioni di euro, circostanza che ha alimentato dubbi sull’imparzialità delle decisioni relative all’assegnazione dei fondi.

In risposta alle critiche ricevute negli ultimi anni, Babiš ha trasferito lo scorso febbraio le proprie quote di Agrofert nel fondo fiduciario RSVP Trust, sostenendo che tale operazione abbia eliminato qualsiasi conflitto di interessi sia secondo la normativa ceca sia secondo quella europea. Il premier ha più volte affermato che questa soluzione va addirittura oltre quanto richiesto dalla legge.

Le reazioni politiche e i limiti del controllo nazionale

La decisione della Procura europea è stata accolta con prudenza dalla politica ceca. Alena Schillerová, vicepresidente di ANO, ha dichiarato che il partito non intende anticipare giudizi sull’esito dell’indagine, considerandola un normale esercizio delle prerogative istituzionali e non una questione politica. Schillerová si è detta convinta che Babiš abbia sempre rispettato la legislazione vigente.

Di segno opposto la posizione del Partito Pirata, promotore della denuncia, che ha ribadito il proprio impegno nella tutela delle risorse finanziarie dei contribuenti cechi ed europei. Il deputato Martin Šmída ha osservato che, mentre l’EPPO sta indagando sui fondi europei, le autorità nazionali non hanno ancora aperto un’inchiesta parallela sui contributi finanziati esclusivamente dal bilancio ceco. Per questo motivo il partito ha presentato un’ulteriore segnalazione ai procuratori nazionali.

La distinzione tra fondi europei e sussidi nazionali è determinante. Il mandato della Procura europea riguarda infatti esclusivamente i reati che incidono sugli interessi finanziari dell’Unione, mentre le sovvenzioni finanziate dal bilancio nazionale restano di competenza delle autorità ceche. In base agli accordi vigenti, tuttavia, l’EPPO può perseguire tali reati davanti ai tribunali cechi quando sono coinvolti fondi europei.

Le autorità sottolineano che il procedimento si trova ancora in una fase preliminare e che, allo stato attuale, non è stata formulata alcuna imputazione. Sia il governo ceco sia la Procura europea hanno rifiutato di rilasciare dichiarazioni pubbliche.

Il ritorno dei finanziamenti ad Agrofert

La vicenda si è ulteriormente complicata dopo che, alla fine di aprile, il Fondo statale per gli interventi in agricoltura (SZIF) ha ripreso ad assegnare sussidi alle società del gruppo Agrofert.

La decisione è stata adottata sulla base di valutazioni giuridiche indipendenti e ha consentito all’Unione europea di rimborsare circa 204 milioni di corone ceche (8,4 milioni di euro) relativi a precedenti pagamenti. La Commissione europea ha precisato che tali rimborsi riguardavano domande presentate prima del ritorno di Babiš alla guida del governo.

Alcuni esponenti dell’esecutivo hanno difeso la ripresa delle erogazioni, richiamando una comunicazione operativa della Direzione generale Agricoltura della Commissione europea. Bruxelles ha però successivamente chiarito che tale messaggio riguardava esclusivamente aspetti tecnici di natura contabile e non costituiva né un’approvazione dell’ammissibilità delle domande né un’autorizzazione a procedere con i pagamenti.

Responsabilità degli Stati membri e implicazioni politiche

La portavoce della Commissione europea Louise Bogey ha ricordato che, nell’ambito del sistema di gestione condivisa della Politica agricola comune (PAC), la responsabilità primaria del rispetto della normativa europea ricade sugli Stati membri.

Sono infatti le autorità nazionali a decidere se riprendere o meno l’erogazione dei fondi, senza necessità di una preventiva autorizzazione della Commissione. Quest’ultima mantiene comunque un potere di vigilanza e può intervenire, se emergono irregolarità, attraverso strumenti quali la sospensione dei pagamenti o rettifiche finanziarie. Ciò attribuisce alla Repubblica Ceca una responsabilità significativa nell’assicurare controlli efficaci contro conflitti di interessi e utilizzi impropri dei fondi europei.

La vicenda ha attirato anche l’attenzione della Commissione per il controllo dei bilanci (CONT) del Parlamento europeo, che ha chiesto alla Commissione informazioni dettagliate sulle misure adottate per garantire la tutela delle risorse dell’Unione.

Le forze di opposizione hanno criticato la ripresa dei finanziamenti ad Agrofert, chiedendo che i pagamenti vengano sospesi finché non sarà chiarito il rischio di eventuali mancati rimborsi da parte dell’Unione europea. Secondo i critici, qualsiasi somma che Bruxelles dovesse rifiutarsi di rimborsare ricadrebbe infine sul bilancio dello Stato ceco.

Al di là degli sviluppi giudiziari, il caso solleva interrogativi più ampi sulla qualità della governance, sulla trasparenza delle istituzioni e sull’influenza esercitata dai grandi gruppi economici nella politica dell’Europa centrale.

Agrofert continua a rappresentare uno dei pilastri dell’economia ceca. Nell’ultimo esercizio il gruppo impiegava oltre 28.000 lavoratori, di cui circa 17.000 nella sola Repubblica Ceca, confermandosi tra i maggiori datori di lavoro privati del Paese. Il fatturato ha raggiunto 212,2 miliardi di corone ceche (8,7 miliardi di euro), mentre l’utile consolidato si è attestato a 2,2 miliardi di corone, pur registrando un calo rispetto all’anno precedente.

I sostenitori di Babiš ritengono che il trasferimento delle quote in un fondo fiduciario sia sufficiente a separare gli interessi personali dalle decisioni politiche e sostengono che l’indagine abbia motivazioni prevalentemente politiche. I critici, tra cui i partiti di opposizione, ribattono invece che una reale separazione richieda misure più incisive e che il continuo afflusso di sussidi ad Agrofert rischi di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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